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Qual è il miglior pellet: come scegliere e comprare

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Qual è il miglior pellet? Partiamo dall'etichetta

Qual è il miglior pellet da comprare? Una domanda che si sarà posto chiunque almeno una volta, dopo aver provveduto a fornire la propria casa di impianti o idrostufe che sfruttano questo derivato del legno. Il potere calorifico pellet è molto superiore rispetto a quelle del metano o del gas, ed anche di un camino tradizionale, perché anche i fumi prodotti vengono incanalati nell'impianto riutilizzando al massimo quindi tutto ciò che produce il truciolo. Ma il materiale deve essere di buona qualità, per cui innanzitutto dobbiamo affidarci all'etichettatura per sapere qual è il miglior pellet in circolazione. L'etichetta deve avere il simbolo approvato nell'Unione Europea, che ne certifica la qualità, e i valori riportati nel sacco sono decisamente importanti: vediamo perché.

Qual è il miglior pellet: gli elementi fondamentali

I criteri fondamentali per capire qual è il miglior pellet in commercio non sono tantissimi, ma sono tutti decisivi: oltre all'etichetta, che vedremo più dettagliatamente in un capitolo successivo, entrano in gioco i suddetti elementi a certificare la buona qualità del materiale, ovvero

  • Tipo di legno
  • Percentuale di umidità
  • Dimensione
  • Provenienza
  • Potere calorifico
  • Residui di cenere

Per comprendere qual è il pellet migliore bisogna forse partire spiegando cos è il pellet. Si tratta di scarti di legno pressati ed essiccati, e sebbene esistano diverse varietà come anche il pellet di castagno o altri, i più diffusi ed utilizzati sono il pellet di faggio o abete, che hanno il miglior potere calorifico, ma è importante che il truciolo sia fatto con legno vergine che ha subito esclusivamente trattamenti di tipo meccanico: non deve pertanto contenere sabbia o composti chimici come residui di vernici, che potrebbero liberare fumi nocivi. La percentuale di umidità gioca un ruolo decisivo, poiché il miglior pellet ne ha una bassa percentuale, non superiore all'8 per cento, dal punto di vista delle dimensioni ogni truciolo dovrebbe misurare tra i 6 e gli 8 mm, e nell'etichetta deve essere riportata la provenienza, indicando una filiera produttiva controllata in ogni suo step. 

Il potere calorifico è l’energia che si ricava dalla combustione, e il pellet considerato di qualità dovrebbe avere come valori riportati nell'etichettatura quelli compresi fra 4,5 e 4,8 kWh/kg. Resta da dire in ultimo valore relativo ai residui di cenere, che determina il grado di sporcizia che il pellet rilascia all'interno dell'impianto: ebbene più tale percentuale di residuo fisso è bassa, migliore sarà la combustione.

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Pellet economico e di bassa qualità: perché scartarlo

Abbiamo visto qual è il miglior pellet e perché sia necessario acquistare un prodotto di qualità, non solo per avere contezza del pellet potere calorifico, ma perché consente di ottenere il massimo in termini di efficienza, durata del sistema, qualità complessiva dell'impianto. Infatti un pellet economico e di bassa qualità produce:

  • Cattiva combustione
  • Intasamenti all'impianto
  • Scarso potere calorifico
  • Formazione di creosoto (residuo che si attacca alle pareti interne della stufa di difficile rimozione) a causa dell'umidità
  • Annerimento del vetro ed altre controindicazioni di natura estetica

Meglio spendere qualche soldo in più ed essere sicuri di ottenere pellet di qualità che ci farà risparmiare sui consumi in bolletta nel medio e lungo periodo.

I simboli nell'etichetta

Ritorniamo all'etichettatura spiegando come il miglior pellet riporti la scritta EN PLUS, che è la certificazione più diffusa poiché prende in considerazione non solo la qualità del prodotto, ma anche la tracciabilità e il ciclo di vita del pellet

La certificazione EN PLUS divide i prodotti in tre categorie:

  • A1 per il pellet più pregiato e contenuto di ceneri massimo pari allo 0,7 per cento
  • A2 per pellet di seconda scelta e contenuto di ceneri fino all'1,2 per cento
  • B per pellet di qualità inferiore con contenuto di ceneri fino 2 per cento

Il marchio EN PLUS deve essere accompagnato dal numero identificativo dell'azienda insieme a due lettere che simboleggiano la nazione di provenienza. Non può esserci solo il marchio senza altra indicazione, poiché ricordiamo che è vietato vendere pellet in confezioni anonime.

Oltre alla certificazione EN PLUS, ci sono altre sigle che garantiscono gli standard qualitativi del pellet come:

  • Din Plus: istituto di certificazione tedesco
  • ONORM M7135: istituto di certificazione austriaco
  • Pellet Gold: attestazione di qualità sviluppato da AIEL

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